190 contagi sul lavoro in sei mesi

Le professioni sanitarie più colpite, due le denunce per decessi.

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Nei primi 6 mesi dell’anno i contagi sul lavoro da Covid sono stati 190 in Umbria.

I dati forniti dall’Inali sono aggiornati al 30 giugno mese in cui sono state presentate soltanto 3 denunce. Prendendo in considerazione il totale delle infezioni di origine professionale segnalate all’Istituto, il 64.2% dei lavoratori sono donne, mentre oltre la metà dei contagiati hanno un’età compresa tra i 50 e i 64 anni.

Le professioni maggiormente colpite sono quelle legate alla sanità: il 43.3% delle denunce arriva da tecnici della salute, il 17% da medici, 8.5% da professioni qualificate nei settori sanitari e sociali, il 5.7% da addetti alla segreteria e agli affari generali. “La maggior pane dei casi si è verificata nella prima fase dell’emergenza, nel mesi di marzo ed aprile quando ancora non si aveva la totale percezione di quanto stesse accadendo.

L’Umbria, comunque, fa registrare numeri molto contenuti, a dimostrazione dell’attenzione che vi è stata nella gestione dell’emergenza. Per tutti i casi vi è una istruttoria ancora aperta, una eventuale verifica delle responsabilità del datore di lavoro è, invece, successiva.

In Umbria sono stati fatti tre contratti a termine: due medici, uno a Perugia e l’altro a Temi e un infermiere a Temi.

Che l’Umbria, anche in questo caso, sia un po’ un’isola felice lo confermano i numeri. Le 190 denunce rappresentano appena lo 0.4% di quelle presentate a livello nazionale, 49.986. Dall’analisi territoriale dei casi Covid sul lavoro emerge che più di otto denunce su 10 sono concentrate nell’Italia settentrionale: il 56.2% nel nord-ovest e il 24.2% nel Nord-Est, seguiti da Centro (11.8%), Sud (5.7%) e isole (2.1%). Concentrando l’attenzione sui contagi con esito mortale, la percentuale del Nord-Ovest rispetto al totale sale al 58.mentre il Sud, con il 15.1% dei decessi, precede il Nord-Est (13.1%), il Centro (11.9%) e le Isole (1.6%). In Umbria i due decessi rappresentano lo 0.8% del dato complessivo nazionale, 252.

Il direttore Inali dell’Umbria pone anche l’accento sugli infortuni sul lavoro in Umbria, non legati al Covid. Nel 2019 sono stati 7.553, di cui nove con esito mortale. “Negli ultimi dieci anni il numero è diminuito del 30% segno che l’attività di prevenzione messa in campo ha funzionato”.