Bonucci – «Non sarò io il rigorista»

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Bonucci

Italia al Mondiale

Roberto Mancini ha la seconda espulsione in circa quattro mesi. Nel caso che nell’ultimo Wembley – insieme a Vialli – avesse sistemato l’affare incompiuto con il suo passato alla Samp,vincendo l’arena dove aveva perso una Coppa dei Campioni, questa volta è la sua occasione per vendicare l’intero gruppo pubblico.
Che qui, al Windsor Park, 63 anni prima era stato condannato dall’Irlanda del Nord a guardare i Mondiali di Svezia prima della TV.
Domani sera, in un’arena simile, Mancio, poi, può portare la sua Italia al Mondiale. La paga più bassa è consentita dalla legge per il gruppo di eroi europei,
ma ci sono numerose domande. Il nostro difetto. Le punizioni trasformate nel terribile fondamento attira contro gli avversari che avremmo dovuto sottomettere.
Sarà snervante: occhio al campo e orecchio al Lucerna, dove è certo che la Svizzera non andrà a fare gol contro la Bulgaria che, in fondo come da suo mentore,
garantisce non solo di presentarsi.

Roberto Mancini

PALLA A TERRA -Prima della Svizzera Mancini aveva chiesto le cose standard: giocare il nostro calcio, divertirsi
(due idee che si sono unite all’anca per tutta la metà dell’anno), e tenere sotto controllo il disagio.
Poi di nuovo, il mantra di Mancio non ha funzionato l’ultima volta.
Sarà importante rintracciare tutto in una sera, nell’ultima serata che ci isola dal caldo di dicembre in Qatar con il brutto sogno dei giochi di fine stagione di marzo.
“A dire il vero, dopo l’obiettivo svizzero c’è stato un po’ di disagio – dice il mentore. -. Dimostriamo di essere impotenti davanti ai nostri rivali da 30 minuti e abbiamo ceduto cose a cui generalmente non ci arrendiamo.
Comunque domani è l’ultima partita, non possiamo immaginare numerose considerazioni eccezionali.
Dobbiamo qualificarci domani e l’idea non si trasforma: vogliamo giocare senza disagio”.
Per quanto riguarda le decisioni, le parole di Mancio sembrerebbero indicare una formazione davvero chiara: sabato Tonali si è inserito bene, sta attraversando una magnifica fotografia di struttura e può partire sin dall’inizio.
Culla? Può giocare e, ammesso che sia così, giocherà meglio rispetto a sabato, ha detto alla Rai.
Riguardo all’assalto – chiamato al compito principale: sbloccarsi contro gli individui che non hanno mai ceduto un obiettivo in casa, tenere sotto controllo la Svizzera -, il mentore non specifica i nomi ma i segni passano attraverso l’idea essenziale: Giocare con alti palloni e lanci lunghi direi di no, sono altissimi e noi siamo molto tipici…
Bisogna tentare di vincere in velocità, con la palla a terra. Si salvaguardano in numerosi e grandi, quindi non sarà affatto semplice.
Abbiamo davanti a noi una crudezza straordinaria proprio Scamacca, diversi anticipi sono davvero unici e sono attrezzati per giocare palla a terra”.
Nella remota possibilità che due e due equivalenti quattro, l’introduzione di Scamacca da titolare è ritardata e vedremo la luce pike di nuovo con un falso nove.

Via Rimuovere le ombre che si sono sviluppate molto tempo dopo il pareggio con la Svizzera è difficile, però, schiarirsi le idee:
Cattive contemplazioni? Le terribili riflessioni sono per cose genuine, questa è una partita di calcio.
Dovremmo essenzialmente tentare di vincere, ricordando che non hanno ceduto quasi nulla a ogni individuo che è venuto qui.
Abbiamo realizzato qualcosa di incredibile, nessuno l’ha accettato e ci rendiamo conto che lungo la strada ci sono anche minuti fastidiosi, qualcosa che non ci era ancora venuto in mente.
Dovremmo non ricordare cosa è successo e giocare con completa genuina serenità.
Il gruppo pubblico italiano ha costantemente una tensione incredibile, domani forse ce ne sarà un po’ di più, quindi si vuole restare in carreggiata.
Le numerose ferite? Ognuno dei gruppi li ha e noi siamo solidi indipendentemente dal fatto che abbiamo bisogno di giocatori importanti.
E poi, una battuta sul crollo del 1958: “Certo, certo, mi rendo conto di quello che è successo, confido di non tornare in tempo a tal punto”.
Accanto a lui Bonucci, che collaborerà ancora con Acerbi e che domani sera porterà Chiellini insieme a 114 presenze azzurre, spiega il tema delle punizioni: Calcio la successiva? Inizialmente pensavo che una sera o due fa abbracciasse Jorginho, un errore può capitare a chiunque.
Comunque sia, domani non sarò io a prendermi la punizione, sceglieremo quando arriverà l’occasione.
Per il momento abbiamo scelto di lasciare le cose come stanno. Semplicemente mi rendo conto che il gruppo farà un’esibizione incredibile per riconquistare il trionfo.
Dovremmo essere sempre più un gruppo, un’idea che dovrebbe uscire il più possibile. “