”Con Paletti” Proroga dell’emergenza

Giuseppe Conte sulle "ulteriori iniziative" del Governo in relazione al Covid 19

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Roma

“Nessun inciampo, tutto filerà liscio. Alla fine non succederà nulla”, azzardano ottimisti dal-la maggioranza. Ma, soprattutto in Senato, la coperta è corta e il rischio scivolone esiste.

Dopo la difficile trattativa in Europa, Giuseppe Conte si appresta a giocare l’ennesima partita “dellavita” in Parlamento. Per il premier, infatti, inizia oggi una settimana di fuoco. Il presidente del Consiglio oggi alle 16.30 svolgerà nell’aula di palazzo Madama le sue comunicazioni sulle “ulteriori iniziative” che il Governo intende adottare in relazione all’emergenza Covid 19.

L’ipotesi resta quella di prorogare lo stato d’emergenza, in scadenza il prossimo 31 luglio, al 31 ottobre. Conte, in occasione della riunione del Consiglio dei ministri prevista alle 10.30 svolgerà un’informativa per aggiornare sugli ultimi dettagli i colleghi di Governo, poi parlerà ai senatori. Seguirà il voto delle risoluzioni. La maggioranza sembra compatta: “Stiamo scrivendo Insieme il testo”, viene spiegato. Per far digerire ai più scettici – dem e renziani in testa – la proroga, la risoluzione conterrà “molti paletti” in modo da non lasciare eccessivo potere a Conte.

Tra le possibilità, ad esempio, c’è quella di prevedere nuove limitazioni di libertà fondamentali solo per specifici ambiti territoriali, e non sull’intero territorio nazionale. Il lavoro degli sherpa è ancora in corso, ma non do-vrebbero esserci grossi problemi. Passato l’esame parlamentare, poi, un nuovo Cdm domani potrebbe ratificare la deci-sione. Calcolatrice alla mano, invece, per il voto di domani.

Il Governo si appresta a chiedere un nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi e per ottenere l’ok, serve la maggioranza assoluta delle Camere. Il centrodestra ha votato le due precedenti richieste, ma ora Lega, Fdl e FI chiedono garanzie e avanzano distinguo. “Se accettano le nostre proposte bene, altrimenti mani libere”, filtra da Matteo Salvini e anche Giorgia Meloni chiede impegni precisi.

“Non voteremo sì a scatola chiusa”, insiste FI. L’alert tra le fila della maggioranza, comunque, è già partito. Anche in questo caso è a palazzo Madama che “si balla». Per raggiungere quota 162 senza aiuti da pane delle opposizioni è richiesta la presenza di tutti, anche dei senatori membri del Governo.

Potrebbe essere l’en-nesimo scampato pericolo, poi, quello che riguarda il voto dell’aula del Senato per mandare Matteo Salvini a processo in merito alla vicenda Open Arms. Dopo aver deciso di non partecipare al voto nel corso della giunta per le Elezioni e le Immunità facendo tremare Conte adducendo tra le motiva-zioni della scelta “la non esclu-siva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno del fatti contestati”, adesso Matteo Renzi e i suoi – secondo quanto apprende LaPresse – sembrano pronti a dire sì, non spaccando, quindi, la maggioranza.

Di A.Lazaro

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