Covid – ”L’emergenza fino a metà ottobre”

Conte illustra in Aula la logica del provvedimento «ll rischio non è ancora scongiurato».

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ROMA

La profuga dello stato di emergenza è non è «una torsione autoritaria», è una misura «legittima e inevitabile perché il virus continua a circolare».

Il premier Giuseppe Conte, in Aula a Palazzo Madama, formalizza la decisione del governo e della maggioranza di prorogare lo stato di emergenza fino al 15 ottobre.

Alla fine il Senato da il via libera alla proroga, ma con solo 157.125 contrari e 3 astenuti, mentre Matti e Crucioli, già in passato in dissenso con il M5s, vota contro il suo groppo. E votano contro anche due ex 116s, Cado Martelli e Lelio Ciampolillo. La mozione dell’opposizione viene bocciata (preclusa e non votata) nella parte che dice no alla proroga ma approvata nella passaggio che chiede il coinvolgintento delle regioni con 281 si e 3 astenuti.

In una lunga «arringa» prima del voto del Senato, Conte elenca tutti i presupposti giuridici ed empirici che portano l’esecutivo a tenere quella cornice normativache permette di intervenire «con tempestività ed efficacia» e di completare quanto finora fatto.

Ma il premiar non convince le opposizioni. Forza Italia, Lega e Fdi tornano a compattarsi contro la proroga e Matteo Salvini, nel pomeriggio, chiama il presidente Sergio Mattarella per urlare il suo «sconcerto». Conte si presenta a Palazzo Madama dopo aver concordato la proroga in mattinata nel Consiglio dei ministri. Non è il premier, formalmente, ad indicare la data del 15 ottobre, che invece viene scritta nero su bianco in una risoluzione di maggioranza, frutto anche di un compromesso tra la linea più dura, che propendeva per la proroga al 31 ottobre e chi, anche in maggioranza, avrebbe preferito fissarne la fine a fine settembre. Il capo del governo arriva a Palazzo Madama consapevole della trincea dell’oposizione.Anche di quella piu dialogante, Forza Italia. «La tenuta del governo sarà avvantaggiata» dallo stato di emergenza sottolinea in Aula Anna Maria Semini mentre alla Camera, Mariastella Gelmini spiega come la decisione faccia apparire «l’Italia come un Paese malato». E ad accendere il centrodestra c’è anche la questione migranti,destinata a crescere visto il forte stato di instabilità economicha della Tunisia.

Per Giuseppe Conte lo stato di emergenza è il presupposto per provvedere con «temi vita ed efficacia» all’epidemia. Anche perché, ricorda più volte, gli effetti del Covid «sono circostritti e contenuti ma non esauriti», è la premessa del premier. Ma il suo tentativo va a vuoto. «Conte mente, in una deriva liberticida», è la stoccata che la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sferra proprio mentre parla Conte. E Salvini, nel pomeriggio, protesta direttamente con il Quirinale. L’ex vicepremier parla in Aula senza mascherina proprio nel giorno in cui i senatori Questori avviano un’istruttoria sulla conferenza stampa alla biblioteca di Palazzo Madama, quando il leader leghista si è rifiutato di indossare il “dispositivo di protezione.