Crollo Pil, persi 50 miliardi

L'Italia e il conto del Covid.

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Roma

Il Pil tra aprile e giugno è sprofondato del 12.4%.«Una contrazione senza precedenti, nelle serie storiche del Istat.

Dal loro avvio, era il 1995, non si era mai arrivati a tanto. Ma probabilmente un crollo del genere è un unicum da molto più tempo.

Nel giro di tre mesi sono andati in fumo oltre 50 miliardi di Prodotto interno lordo. E il risultato del <<pieno dispiegarsi degli effetti economici dell’emergenza Covid. E la crisi non è solo italiana. Anzi, Francia (13,8%) e Spagna (-18,5%) perdono più di noi. Siamo presso ché in linea con la media dell’euro zona (-12,1%). I timori che potesse andare peggio c’erano. Il ministro dell’Economia,Roberto Gualtieri, parla di ‘una flessione meno grave di quanto atteso dalla maggior parte delle previsioni>> Gli analisti alla vigilia del rilascio dei dati ufficiali erano orientati verso un calo del 15%. Per il titolare di Via Venti Settembre questa è la prova della <solidità> degli interventi del Governo. Con Italia che ha quindi la possibilità di <proseguire nel percorso di graduale e costante ripresa>. Anche grazie, assicura, alla spinta che verrà con l’imminente decreto.. Le cose invece non vanno per Confindustria. Il centro studio di Viale dell’Astronomia definisce i numeri dell’ISTAT <più negativi delle attese>.. Il Cse guarda all’eredità lasciata fin qui dalla pandemia, con una variazione acquisita del Pil del -14.3% per quest’anno. C’è chi fa notare, come Confesercenti e Cgil, come nel Def di aprile l’esecurtivo avesse indicato un ribasso inferiore(-10,5%). Cé da dire che davanti a cali di una portata mai vista prima tutto appare relativo. E questo vale anche per le classifiche europee. Graduatorie che non ci vedono più fanalino di coda.

Il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, sottolinea come la pandemia abbia ripecussioni che investono tutti i Paesi europei.. E non c’è neppure settore che si salvi. La caduta registrato dal Pil deriva da una riduzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall’agricoltura, silvicoltura e pesca.. all’industria, al complesso dei servizi.

Non tira la domanda interna e neppure quella internazionale.E la fotografia di un’economia bloccata. D’altra parte il secondo trimestre è cominciato in pieno lookdown, che ha colpito interamente aprile. I più sono concordi nell’immaginare un recupero con il terzo trimestre, in coincidenza dell’estate. È quel che accadrà anche per gli economisti di Confindustria, secondo cui ci sono le condizioni per un significativo rimbalzo della produzione industriale (edelPil) spiegato soprattutto da un effetto base (ovvero dal confronto con livelli molto bassi raggiunti nel secondo bimestre).. C’è però la consiepevoleza che non si smaltiscono dall’oggi al domani gli effetti di una crisi di proporzioni tali. Basi pensare che in un anno la perdita del Prodotto Interno lordo italiano é stata del 17.3%. Lo riconosce il ministro dello Sviluppo economico. Stefano Patuanelli. «Temo che a livello globale le ricadute del Coronaviras saranno drammatiche non per i prossimi mesi ma per i prossimi anni..