Libia, dei migranti vengono uccisi dalla guardia costiera

I tre sudanesi sono stati intercettati in mare e colpiti mentre stavano tentando la fuga. In Italia polemica politica con la sinistra che chiede lo stop dei finanziamenti a Tripoli.

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Migranti dalla Libia

Riportati a terra dalla Guardia costiera libica dopo essere stati intercettati in mare ed uccisi quando hanno tentato la fuga.

Questa – denuncia l’Oim -la sorte di tre migranti sudanesi.

L’Unhcr sollecita un’indagine urgente.

In Italia insorge la sinistra, che chiede al Governo lo stop dei finanziamenti ai libici. Ma critiche arrivano anche da Italia Viva e Radicali.

Il premier Giuseppe Conte, alle prese con la forte pressione migratoria aggravata dell’emergenza Covid, parla di «situazione complessa che va affrontata con risoluzione, efficacia, tempestività».

Per il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, «occorre lavorare affinché il governo urgentemente e nella sua interezza affronti in maniera adeguata questa complessa materia. Solidarietà e sicurezza sono valori che possono e debbono andare di pari passo». E non si arrestano gli sbarchi a Lampedusa ed in Sardegna, mentre scade oggi il termine per la presentazione delle manifestazioni d’interesse sul bando da 4,8 milioni di euro per una navequarantena da inviare in Sicilia che possa accogliere fino a 460 migranti fino al 31 ottobre. Domani, poi, è in programma una nuova riunione al Viminale tra la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese e gli esponenti della maggioranza per chiudere il testo che supera i decreti Sicurezza di Matteo Salvini.

Per l’approvazione e l’inizio dell’iter parlamentare se ne riparlerà però a settembre. I fatti riportati dall’Oim -personale dell’Organizzazione si trovava sul posto – sono avvenuti nella notte a Khums, a est di Tripoli. Le autorità locali hanno iniziato a sparare nel momento in cui alcuni migranti, scesi da poco a terra, avevano cercato di fuggire.

«Le sofferenze patite dai migranti in Libia sono intollerabili», ha affermato Federico Soda, capo missione Oim in Libia. Gli fa eco Vincent Cochctel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale: «questo incidente sottolinea fortemente che la Libia non è un porto sicuro per lo sbarco».

Le polemiche si riverberano in Italia, con il Governo che ha aumentato i finanziamenti afavore della Guardia costiera libica. Per il portavoce di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, i militari libici si sono resi responsabili «di un massacro di persone inermi. Il Governo italiano e le forze politiche vogliono davvero continuare a finanziare questa milizia? Un pò di dignità». Sulla stessa linea Riccardo Magi (Radicali): «continuare a fare finta di nulla finanziando un corpo militare che fa affari con il commercio di vite umane vuol dire rendersi complici di gravi crimini e violazioni sistematiche dei diritti umani». Ma critiche arrivano anche dal Pd. Matteo Orfini parla di «un orrore di cui il nostro Paese è consapevolmente responsabile».

Il Viminale è intanto alle prese con il piano per alleggerire l’hotspot di Lampedusa, sovraffollato oltre ogni limite. Alcune centinaia di migranti sono stati ieri trasferiti a Porto Empedocle da dove poi partiranno verso alcune strutture in Molise.

Si ingrossa poi il contingente dei militari a presidio dei centri di accoglienza per evitare fughe: 400 destinati
in Sicilia e un centinaio a Gorizia. E cresce il numero dei positivi al Covid sbarcati sabato sera a Pozzallo dalla nave mercantile Cosmo.