Muore schiacciato sotto il suo trattore

Drama nei campi Mario Zamboni.62 anni, è uno dei titolari della trattoria Al Parigin di Treuolano. L'uomo è morto sul colpodavanti agli occhi del figlio che lo seguiva

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Luigi Zamboni è il fratello di Mario, l’uomo che ha perduto la vita ieri mattina verso le 9, in un appezzamento di terreno coltivato a viti, di Trezzolano.

Loro sono i gestori e proprietari della trattoria Al Parigi, da decenni. Famiglia conosciuta anche in centro città visto che sono tanti i clienti di quella trattoria che propone piatti tipici. Mario era un tipo atletico, adorava andare in bicicletta e a raccogliere i funghi. È morto nello stesso modo di uno zio, che a Bisano, poco lontano, era stato schiacciato dal trattore. L’infortunio sul lavoro si è consumato verso le 9. Mario Zamboni, 62 anni, è salito su un vecchio trattore arancione che stava in garage, ha percorso pochissime decine di metri su una stradina sterrata, perché doveva andare a recuperare un cassone. Ha preso una discesa ripida e con molti sassi. Un percorso sdrucciolevole.

Nicola, lo stava seguendo a piedi. Il ragazzo ha visto che il trattore ha iniziato a scarrocciare. Il mezzo agricolo, aveva attaccata davanti una benna, che il padre non aveva abbassato. Forse anche questo peso ha destabilizzato il trattore, che dopo alcuni metri in scivolata, è uscito di strada lateralmente, ha divelto un palo di legno e si è rovesciato schiacciando l’uomo. «Mio nipote Nicolalo seguiva», ha detto ieri Luigi, il fratello del deceduto, «lo ha visto ribaltarsi ha subito chiamato i soccorsi. Ha chiamato anche me, sono arrivato subito. Volevo sollevare il trattore, sfilare il corpo, man mio fr-tello aveva il volto cianotico. Era rivolto con la pancia sotto, è stato schiacciato proprio a livello polmonare». L’emergenza di Verona ha mandato sul posto l’elicottero, e anche un’ambulanza, ma per il pover’uomo non c’era più nulla da fare. I vigili del fuoco hanno sollevato il trattore e adagiato il cadavere sul terreno ricoprendolo con un telo, in attesa del nulla osta alla rimozione da parte del magistrato. Sul posto sono arrivati anche i tecnici dello Spisal,visto che si tratta di un infortunio sul lavoro. «Noi siamo un’impresa di famiglia, abbiamo la trattoria da sempre, da decine di anni, era dei genitori, e prima ancora dei nonni e via così. Gestiamo la trattoria insieme, coltiviamo la campagna, leviti. Mario era in realtà più in trattoria che nei campi, non so per quale ragione abbia deciso di usare quel vecchio trattore. Forse quando ha visto che non riusciva più a controllare il volante è andato nel panico. Mi sto facendo tante domande, mi chiedo perché abbia preso questa strada anziché quella meno ripida, perché abbia preso il trattore che non usavamo mai, perchè non abbia abbassato la benna. Sono domande che non troveranno risposta», dice il fratello Luigi. Il trattore non aveva il roll bar. I vigili del fuoco, gli agenti della Locale e della polizia di Stato, hanno verbalizzato le dichiarazioni, e poi è toccato ai tecnici dello Spisal, che ora dovranno valutare oltre ad eventuali responsabilità di terzi, la posizione, in azienda, del deceduto.
Ieri, non appena ha saputo la notizia dell’infortunio, la madre del signor Mario ha avuto un malore, il medico le ha somministrato delle gocce per tranquillizzarla. In quei pendii morbidi, dove lo sguardo si perde in mezzo ai filari, soltanto il frinire delle cicale e i singhiozzi dei familiari che hanno voluto avvicinarsi a quel corpo senza più vita. «Che tragedia», singhiozza la cognata, «poteva farsi male, spaccarsi una gamba, ma perdere la vita così, no, cosi no», continuava a ripetere la donna, preoccupata anche di non aver portato dell’acqua ai soccorritori. «Scusatemi, nella concita-zione non ci ho pensato», ha detto. Piano piano hanno co-minciato ad arrivare conoscenti della vallata, fino a quando, è stato possibile rimuovere il corpo e portarlo all’istituto di Medicina legale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.