Ruba vestiti e sfila sui social

Rintracciato dal negoziante, le apparizioni con la refurtiva nelle storie di Instagram e Facebook lo hanno tradito

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Modena

Ruba vestiti di marca per 500 euro in un negozio in centro e poi, dopo neanche un’ora, si immortala sui social vestito tutto di nuovo, indossando la maglietta, i jeans e le scarpe che ha appena rubato. Il titolare del negozio, che si è subito dato da fare avvisando le forze dell’ordine, intercetta il post, diffonde le immagini alla polizia e lui stesso si mette alla ricerca del ladro. Alla fine, il giorno dopo, cioè ieri mattina, la svolta della vicenda: il giovane maghrebino dai capelli color biondo platino posta ancora una sua immagine sui social e si tradisce nuovamente.

È alle piscine Dogali che, alle 11, si beve una birra con un amico, come da foto, come da “storie” su Facebook ed Instagram. Così interviene la polizia locale che lo blocca.
A raccontare questa rocambolesca vicenda è il derubato, il 29enne imprenditore, Christian D’Assenza, titolare del punto vendita Superheroes in corso Canalgrande. È arrabbiato e molto amareggiato: «Sono un giovane imprenditore, credo nel mio lavoro e ho aperto altri due punti vendita, nella mia Mirandola e a Sassuolo, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia. Do occupazione, insomma, ci credo: vorrei soltanto vivere meglio, non dovermi chiudere a chiave dentro per proteggere me e chi lavora in negozio. E qui in centro non ci sono solo io a subire queste cose, certe situazioni ormai sono frequenti a tutti gli esercenti. Mi rammarica che purtroppo le forze dell’ordine fossero in gran parte impegnate per l’avvenimento in piazza Roma:capisco che abbiano fatto il possibile, comunque sia li ho aiutati dando loro foto e tante indicazioni». Tutto ha inizio martedì sera, verso l’orario di chiusura del negozio, quando fanno ingresso due giovani maghrebini. «Solo uno comprava- dice Christian – e l’ho servito io. Ha scelto accuratamente una maglietta, un profumo, dei jeans, dei bermuda e delle scarpe. Si è avvicinato alla cassa, io ho fatto il pacchetto con la sua merce e quando è stato il momento di pagare ha iniziato a parlare e a vociare con il suo amico, che nel frattempo era in bici all’esterno, in Canalgrande. Hanno fatto finta quasi di litigare, poi è uscito di corsa dal negozio, è salito sulla canna della bici e i due si sono allontanati in fretta. Ho cercato di rincorrerli, ho chiamato la polizia, sono andato io stesso vicino all’Accademia, dove c’erano delle Volanti e ho spiegato subito cosa mi fosse accaduto dando per bene la descrizione del ladro. Ho una buona memoria fotografica: si trattava di un giovane, sui 23 anni, maghrebino con i capelli biondo platino che non passano inosservati».

Christian a questo punto ricorda di aver già visto quel giovane, nelle zone diviale Storchi, stazione autocorriere, di aver in qualche modo notato quel volto scorrendo le pagine dei social.

«Situazione assurda Non si può lavorare chiusi a chiave per paura di assalti»

Si mette a cercare, ad incrociare nomi, luoghi ed amicizie “da social” ed ecco che si imbatte nel suo ladro. «Aveva appena postato una “storia” dove indossava tutto quello che aveva rubato poco prima da me dice il giovane imprenditore». Dunque ora ci sono un nome, un cognome e immagini inequivocabili che il 29enne gira alla polizia allorquando incontra le Volanti verso le 23.30: cercando lui stesso nelle zone “calde”, aveva notato il giovane biondo all’ex Manifattura Tabacchi, in compagnia di altri maghrebini. Il gruppetto si era poi spostato al Novi Sad. Qui la polizia ha cercato ma, tra i tanti presenti in quell’area, non è stato notato. Ma questa mattina ci ha pensato di nuovo lo stesso ladro a farsi notare. Un’altra “storia” sui social mentre beve un a birra con un amico alle piscine Dogali. «Ho chiamato le forze dell’ordine, io stesso sono andato là – spiega Christian- è arrivata la Municipale che ha fermato il ladro. Mi faranno sapere. Intanto ho fatto la mia denuncia per bene in questura». E sui social posta «rimarrà a piede libero, quindi libero di venire con altri suoi amici a rivendicare la denuncia o libero di delinquere come se niente fosse.,.»

«Aveva i capelli biondo platino e sono riuscito a risalire a lui»